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FESTIVAL DI TORINO - Tornano in scena "I più grandi di tutti"


Nella sua opera seconda, Carlo Virzì racconta la storia dei "Pluto", gruppo rock toscano in voga a metà degli anni '90, ricercati da un giornalista musicale intenzionato a girare un documentario. Nel cast Claudia Pandolfi, Corrado Fortuna, Marco Cocci, e la partecipazione di Frankie Hi Nrg MC e Catherine Spaak. In concorso al 29TFF, uscita prevista per il prossimo anno.


FESTIVAL DI TORINO - Tornano in scena
Da novità assoluta nel panorama rock italiano a disoccupati a tempo pieno. A distanza di una quindicina d'anni, i componenti della band del livornese "Pluto", si trovano a dover fare i conti con la realtà: il batterista stenta a trovare lavoro, la bassista fa la mantenuta, il cantante è sempre al verde e il chitarrista, vero talento del gruppo, è finito in una fabbrica. I tempi dei concerti, delle copertine e degli album sono ormai passati e nessuno si ricorda più di loro, tranne uno...

Presentato in concorso alla 29a edizione del Torino Film Festival, "I più grandi di tutti" segna il ritorno di Carlo Virzì dietro alla macchina da presa. Livorno e la musica, i due grandi amori della vita, sono al centro di un film difficile da inquadrare.

E' sempre brutto e non doveroso fare paragoni, soprattutto se fatti in famiglia, ma nell'opera seconda di Carlo mancano l'ironia e i tempi comici del cinema del fratello Paolo, e molto raramente si è indotti ad una risata convinta.

Partendo da uno spunto davvero interessante, quello della rock band fallita a cui viene data una "seconda possibilità", il regista complica le cose volendo aprire troppe finestre e chiudendone poche, trattando temi quali la malattia e la conflittualità genitore-figlio attraverso personaggi monotòni e situazioni dagli sviluppi scontati.

Convince, e anche tanto, la colonna sonora, firmata dallo stesso Carlo Virzì, che non solo dona un'identità credibile al gruppo interpretato da Claudia Pandolfi, Marco Cocci, Alessandro Roja e Dario Cappanera (musicista per professione), ma da l'impressione di potersi far apprezzare anche sconnessa dalle immagini.

01/12/2011, 07:00

Antonio Capellupo