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IL CAPITALE UMANO - I vizi della ricca Lombardia


Il nuovo film di Paolo Virz racconta le storie di un gruppo di irresponsabili. Un'immagine del nostro paese sul quale sempre meno si riesce a ridere raccontandolo. Il thriller un ottimo veicolo per narrare i caratteri peggiori della nostra societ, incrociando le storie in modo da arricchire lo svolgimento della trama. Prodotto da Indiana, Motorino Amaranto e da Rai Cinema uscir il 9 gennaio distribuito da 01 in 350 copie


IL CAPITALE UMANO - I vizi della ricca Lombardia
La famiglia Bernaschi de "Il Capitale Umano"
Paolo Virz esce dalla commedia ed entra nel dramma borghese, sociale e d'attualit. Usando il genere giallo/thriller come meccanismo strutturale e non tematico, ne "Il Capitale Umano" mette in scena tre storie che si incrociano fitte ma che vengono raccontate in successione, mostrando punti di vista e dettagli che arricchiscono la vicenda. Se da un punto di vista un evento pu apparire secondario o solo coreografico, da un'altro si arricchisce di una verit (o falsit) che ci mostra come le cose vadano viste da vicino per poter essere valutate.

In una vicenda ambientata nella ricca Lombardia, in cui si incrociano i tre livelli della borghesia italiana, piccola, media e alta, chiaro quanto sia impossibile arrivare a una fusione, con il denaro che riesce a dividere quanto mai. La famiglia Bernaschi super ricca e ostenta le sue fortune ottenute attraverso l'alta finanza; ci entriamo attraverso gli occhi di Carla (Valeria Bruni Tedeschi), moglie di Giovanni (Fabrizio Gifuni) e madre di Massimiliano (Guglielmo Pinelli). L'attrice indovina il suo personaggio, a differenza che nel suo film "Un castello in Italia", perch Virz le toglie quell'insopportabile tocco aristocratico, lasciandola sola con il suo insulso carattere da ricca borghese: pi soldi, meno tono e un personaggio che funziona nella sua inettitudine.

Poi c' la famiglia Ossola, con Fabrizio Bentivoglio che interpreta Dino, agente immobiliare con compagna (Valeria Golino) e figlia di prima moglie Serena (Matilde Gioli). I suoi occhi vedono i Bernaschi e sognano una ricchezza facile che lo porter sull'orlo del baratro. Serena il veicolo della terza storia. Il suo fidanzamento con Massimiliano fa incrociare le due realt, alta e media borghesia, senza in realt sconvolgere nulla ma dimostrando l'impossibilit di ogni possibile incrocio. Serena incontrer Luca (Giovanni Anzaldo), un ragazzo disadattato con il quale riuscir invece a creare un rapporto importante.

Paolo Virz, dopo l'insopportabile romanit di "Caterina va in citt", coglie e mostra con precisione gli aspetti peggiori del ricco nord, riuscendo a utilizzare al meglio il cast a disposizione; Fabrizio Gifuni e Fabrizio Bentivoglio offrono ottime interpretazioni, accompagnati sia da Valeria Bruni Tedeschi, sia dai comprimari come Gigio Alberti e Bebo Storti.

Il finale "corretto", giusto e inevitabile per tutti i personaggi, lascia una sorta di amaro in bocca, suggerendo per come sia sempre pi difficile raccontare in commedia, ridendone, i vizi, i difetti e le debolezze degli italiani. Forse per questo Virz ha scelto, ottenendo un ottimo risultato, un altro genere.

19/12/2013, 17:59

Stefano Amadio