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L'AQUILONE DI CLAUDIO - Un film per raccontare l’Atassia


Diretto da Antonio Centomani, prodotto con Rai Cinema, verrà proiettato in molte città grazie all’Associazione per la Lotta alle Sindromi Atassiche


L'AQUILONE DI CLAUDIO - Un film per raccontare l’Atassia
"L'Aquilone di Claudio" di Antonio Centomani
Non esistono malattie di serie A e di serie B e il cinema è una delle realtà espressive in grado di rispettare questa regola, con la storia di Claudio e della sua famiglia, raccontata da Antonio Centomani nel film "L’aquilone di Claudio". Le atassie sono un gruppo di malattie neurodegenerative, gravemente invalidanti e incurabili che riducono gradualmente la capacità di coordinazione dei movimenti. Il regista dopo aver collaborato come volontario per tanti ragazzi affetti da Atassia, ha sentito la necessità di raccontare questa malattia rara che in Italia ha già colpito 15 mila abitanti.

La semplicità della vita di infermiere, fatta di piccole attenzioni come quelle rivolte alla clochard (Milena Vukotic) che vive di fronte l’ospedale o i progetti di una mamma, ex modella impegnata nella gestione di una agenzia di casting, lasciano subito spazio a ben altro. La preoccupazione per gli eccessivi capogiri per il figlio, aprono un lungo percorso alla ricerca della verità. Il dolore e le difficoltà di una malattia si instaurano nella quotidianità del giovane Claudio, nel suo modo di subire con rabbia per poi aggrapparsi a un’altra speranza.

L’agonia della malattia diventa fertile in una società che non trova spazio per le malattie rare. Un film che però non vuole stazionarsi in drammatici labirinti ma anzi intende mostrare la forza di chi si oppone al silenzio, continuando a coltivare le passioni di sempre, come ad esempio far volare gli aquiloni costruiti dal padre.

05/04/2016, 22:32

La Redazione