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STATO DI EBBREZZA - Il successo, il trauma, l'alcol


Il film diretto da Luca Biglione esce in sala dopo una produzione travagliata. La storia vera dell'attrice Maria Rossi, comica in teatro e in tv, caduta nella dipendenza dell'alcol dopo la morte della madre. Con Francesca Inaudi, Andrea Roncato, Fabio Troiano, Melania Della Costa, Emanuela Grimalda, Elisabetta pellini, Antonia Truppo e Nicola Nocella. Al cinema da gioved 24 maggio


STATO DI EBBREZZA - Il successo, il trauma, l'alcol
Francesca Inaudi e Melania Dalla Costa
Un buon soggetto che potrebbe ricordare "Lenny" con Dustin Hoffman oppure "Man on the Moon" con Jim Carrey, storie insomma di attori one man show, realmente esistiti, accomunati da una vita complicata e da un carattere difficile. Anche Maria Rossi unattrice capace di intrattenere da sola il pubblico di una sala con i suoi monologhi comici. E anche lei si andata a mettere in un angolo dellesistenza vittima dellalcol.

Maria Rossi fa ridere e il film lo dimostra allapertura con uno dei suoi sketch dal vivo. Poi il ruolo viene trasferito su uninterprete che ce la fa vedere nel suo momento fortunato, tra apparizioni in tv e serate in teatro, prima che una disgrazia familiare la gettasse nelle braccia della bottiglia. Quella che non fa assolutamente ridere proprio lei, Francesca Inaudi, attrice orientata al dramma se non alla tragedia che, non adatta ai tempi e dei toni comici, costringe il film, dopo lavvio fatto dalla vera Maria, a privarci di momenti importanti di spettacolo. Quei momenti alti di successo e soddisfazioni indispensabili per dare risalto ai bassi che le conseguenze dellalcol le causano.

Francesca Inaudi ride sempre: alle sue battute, a quelle degli altri, alle situazioni e agli eventi divertenti che spesso le capitano durante la permanenza nella casa di recupero dove finita per guida in stato di ebbrezza. Ride per sottolineare, credendo che la sua risata sia di per s motivo di risata, non sapendo (o non essendo in grado di riportare sullo schermo) che molto di rado un comico ride. In genere chiuso in se stesso, serio e lapidario, fucina di frasi e sguardi fulminanti in grado di far crollare la platea. Sia nella vita sia sul palco sia davanti alla macchina da presa, da Buster Keaton a Tot, da Chaplin a Massimo Troisi, chi li ha visti mai ridere?

Questa allergia alla comicit fa virare tutto il film verso il dramma, che indubbiamente c, ma la seriosit del contesto e di tutti i personaggi finisce per auto riferirli (ognuno parla di s come di una tragedia ambulante) e portarli fuori da un contesto reale e vitale. Gli altri internati, ma anche infermieri e dottoressa, fanno fatica a integrarsi nella storia rimanendo attori di una messa in scena. E qui la sceneggiatura e la regia avrebbero potuto dare una svolta con sfumature da cogliere e riportare sullo schermo per creare un quadro coinvolgente e credibile, all'altezza della realizzazione generale di buon livello.

Unico che mostra qualche momento di verit Andrea Roncato, il padre di Maria, che passa dalla sofferenza per la perdita della moglie a quella per le disgrazie della figlia con modestia e semplicit.

23/05/2018, 17:01

Stefano Amadio