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Note di regia di "Bernini"


Note di regia di
Bernini
Con lobiettivo di creare un dialogo diretto tra lo spettatore e le opere esposte nella Galleria Borghese, si scelto di strutturare il film come una serie di nove ambientazioni di racconto, una per ognuna delle sezioni della mostra. Alla presentazione delle opere di una voce (il narratore o la referente scientifica Anna Coliva) si accompagnano i tre elementi oggetto di ripresa (Galleria Borghese, le opere di Bernini e Roma) illustrati dalla telecamera con effetti di luce che evidenziano esaltandole le peculiarit di quanto inquadrato. Le nove sezioni si rispecchiano pedissequamente nella sequenza delle sale, dove la magnificenza di un luogo straordinario come la Galleria Borghese si racconta con passaggi dinamici prima di veduta generale e quindi di dettaglio, sulle decorazioni degli spazi murari e sui capolavori esposti. Naturalismo, verosimiglianza e vitalit di Gian Lorenzo Bernini sono evidenziati con un dispiegamento di mezzi (camere e luci) che rendono giustizia alla finezza plastica di colui che riconosciuto come il maestro assoluto del ritratto barocco. La sua tecnica, che riuscita a rendere le statue vive, sar supportata dalle riprese in 8K con inquadrature che lavoreranno su pi piani. Per le opere pi piccole (busti e modelli), previa rimozione delle teche e delle protezioni, si proceder allanalisi visiva di quanto il testo sta narrando, non lesinando quei dettagli macro che evidenziano labilit dellartista. In questo modo si permette allosservatore di avvicinarsi come dal vero non gli sarebbe concesso per ovvi motivi di sicurezza.
Per le opere di dimensioni maggiori, oltre ai citati dettagli macro, si cerca il dialogo con la monumentalit dei lavori. Per questo ci si avvarr di una Tecnocrane in grado di cambiare il punto di osservazione e concedere allo spettatore il privilegio di un volo assolutamente inedito attorno alle opere di Bernini. Il poter circumnavigare la scultura con steady e carrelli permette di creare un senso di stupore per come le opere sono allocate allinterno dei piani nobili. Il dialogo visivo introdotto dal testo lasciato al cambio di fuoco tra i soggetti del contenitore (la Galleria Borghese) e i contenuti (i pezzi del Bernini). La sequenzialit di quanto inquadrato costituir un accompagnamento coerente alla successione cronologica dellopera berniniana. Tranne per le scene in cui Anna Coliva si muove per le stanze durante il giorno, si scelto di filmare le sale di notte per creare unallure speciale e trasmettere allo spettatore lidea di essere lunico ospite in un momento magico della galleria.
I momenti interlocutori tra i due curatori dellallestimento allinizio della sceneggiatura sono filmati nei locali tecnici ricavati al piano della servit. Qui la camera segue da vicino i due protagonisti, con dettagli sui volti e sulle mani che stanno creando la mostra evento. lunica parte del film in cui non previsto uno speaker, proprio per cogliere quelle note di commento e confronto in grado di coinvolgere il pubblico e permettergli di rispondere alla domanda come nasce una grande mostra?.
Nella sequenzialit delle scene e delle opere non mancano riferimenti alla citt di Roma. Per questo, su indicazione dei curatori, si stilata una shooting list che porta il punto di osservazione fuori dalle mura della Galleria Borghese per andare a cogliere quegli aspetti della citt eterna che influenzarono Bernini e che a sua volta egli stesso influenz. Anche qui, sia in diurno che in notturno, si cerca di trasmettere quella messa in scena teatrale che caratterizz lartista. Si mostrano scorci del Bernini famoso ma si divaga accompagnati dalla voce narrante verso il Bernini meno noto.

Francesco Invernizzi