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Note di regia di "Arbatax!!"


Note di regia di
Durante la ricerca presso la Cineteca Sarda è emersa la consapevolezza che il contesto a cui appartengono questi film non è più la famiglia d’origine, bensì l’archivio. Questo nuovo contesto permette alle filmografie di relazionarsi; da queste relazioni nascono chiavi di lettura inedite e impreviste. La ricerca per questo film si è concentrata sui momenti che esulano dal canone del film di famiglia: dopo che questa si è mostrata al suo meglio in occasione di festività e vacanze, ecco che si permette di mostrarsi in momenti di totale libertà filmica e interpretativa. Giochi di sguardi fra cineamatore, soggetto e cinepresa, sequenze degne di una vera e propria sperimentazione cinematografica, momenti di spensieratezza nel suo senso più letterale. Nel montaggio si è cercato di rispettare il più possibile i tagli nel modo in cui sono stati effettuati dai cineamatori, al punto che in alcuni casi si è deciso di includere intere sequenze nella loro configurazione originale; per quanto riguarda la sonorizzazione, alcune delle tracce audio rilevate sono state mantenute per tutta la loro durata, includendo gli interventi sonori del cineamatore e rispettandone le eventuali imperfezioni. Le musiche sono state selezionate da due fondi filmici sonorizzati e in parte riassegnate a nuove immagini: il film è quindi un gioco di accostamenti inimmaginabili a priori, e che nasce dal dialogo fra le sequenze selezionate e le musiche ritrovate. Sarebbe stato impossibile pensare ARBATAX!! prima di effettuare la ricerca presso l’archivio. Questa ricerca è consistita inoltre nella realizzazione di una serie di fotografie digitali in formato quadrato e stampate su carta. La parte fotografica del progetto si inscrive in una riflessione sul considerare gli home movies visti in archivio come un vero e proprio spazio d’azione da esplorare attraverso l’atto del fotografare lo schermo del computer. L’immagine ha viaggiato non solo nel tempo ma anche attraverso i supporti: dalla pellicola all’archivio digitale, dallo schermo del computer al sensore della macchina fotografica, fino ad arrivare alla stampa su carta. Questa ricerca fotografica ha permesso di cogliere nel dettaglio le immagini nella loro dimensione statica e quindi nel loro aspetto compositivo e formale.

Helena Falabino