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C'ERA UNA VOLTA IL CRIMINE - Capitolo Terzo, la II Guerra Mondiale


Il nuovo film di Massimiliano Bruno torna a riportare nel passato Moreno, Giuseppe e Claudio Ranieri che devono dibattersi nel settembre del 1943 per ritrovare la strada per tornare casa. Con Marco Giallini, Gian Marco Toganzzi, Giampalo Morelli, Carolina Crescentini, Giulia Bevilacqua, Edoardo Leo e Massimiliano Bruno


C'ERA UNA VOLTA IL CRIMINE - Capitolo Terzo, la II Guerra Mondiale
Giallini e Morelli in "C'era una Volta il Crimine"
Terzo capitolo della saga dei criminali per necessità. Arriva al cinema dal 10 marzo il nuovo capitolo, "C’era una volta il Crimine", firmato Massimiliano Bruno e tutto ambientato durante la seconda guerra mondiale. Un po’ come per Freaks Out di Gabriele Mainetti, questa commedia gira intorno all’8 settembre e a quell’armistizio che segnò il corso della guerra e della nostra vita.

I tre criminali da strapazzo interpretati da Marco Giallini, Giampaolo Morelli e Gian Marco Tognazzi tornano nel 1943 per rubare il quadro più famoso, e dunque meno vendibile, della storia, la gioconda di Leonardo. Piombati in Francia, dove viene custodita nei sotterranei di un castello, i tre riescono a prenderla e a scappare verso l’Italia propio nei giorni della resa di Badoglio alle truppe Alleate.

Durante il rocambolesco viaggio a bordo di mezzi di fortuna, i tre chiedono aiuto a quella che fu la nonna di Moreno (Giallini), Adele (Carolina Crescentini) fotografa e antifascista, già mamma della piccola Monica, futura mamma di Moreno. Il film continua proprio nella ricerca di Monica, rapita involontariamente dai tedeschi e di un nuovo portale del tempo in grado di riportarli, con la Gioconda in spalla, ai giorni nostri.

La commedia di Bruno è molto leggera e usa la guerra e la storia come pretesto per “pazzeggiare”, con battute, doppi sensi, Reali e fascisti imbarazzanti da prendere giustamente in giro, e per suggerire quel senso di malinconia che arriva puntualmente dal passato e dai parenti ormai lontani. Le battute e le sequenze divertenti non sono moltissime e le soluzioni di sceneggiatura si tuffano nell’improbabilità delle situazioni che dovrebbero, proprio perché si tratta di un film di genere fantastico, essere credibili al cento per cento.
Il finale pirotecnico è degno e vede contrapposte le truppe di occupazione nazista ai coatti della Banda della Magliana in un’apoteosi di “pazzeggio” che all’inizio strappa un sorriso mettendo una firma divertita su un lavoro dal finale aperto a nuove, leggerissime avventure.

08/03/2022, 11:38

Stefano Amadio