I Viaggi di Robi
Pasquale Squitieri

27/11/1938 - 18/02/2017
Napoli, Italia

Pasquale Squitieri


Filmografia dal 2000:
in produzione » Sono Scugnizzo: regia, soggetto, sceneggiatura
2014 » L'Altro Adamo: regia, soggetto, sceneggiatura
2011 » Father: regia, soggetto, sceneggiatura
2011 » doc Noi c'eravamo: partecipazione
2010 » doc Appunti per un Viaggio alle Radici dell'Emigrazione vista al Cinema...: partecipazione
2010 » doc Io... Claudia Cardinale: regia
2010 » doc L'Ultimo Gattopardo: Ritratto di Goffredo Lombardo: partecipazione
2007 » Hotel Meina: sceneggiatura
2000 » Stupor Mundi: regia, sceneggiatura, montaggio

Biografia:
Azione. Movimento. Dinamismo. Tre termini per definire l’estetica del cinema di Pasquale Squitieri. Impegno e denuncia civile. Due parole per sintetizzare l’etica dei suoi film.
Procuratore legale, giornalista pubblicista, studioso di diritto penale e sociologia criminale, Squitieri sceglie la via del teatro ed esordisce come attore per la regia di Francesco Rosi (1963) e come autore (La battaglia, Spoleto 1968). Debutta nel cinema con un film prodotto da Vittorio De Sica, Io e Dio (1969), opera polemica e di denuncia civile che anticipa le tematiche dei suoi film successivi. Come altri autori, si lascia coinvolgere dalla sfida linguistica del “western all’italiana” lanciata da Sergio Leone, con due pellicole di pregevole fattura (Django sfida Sartana, 1969, e La vendetta è un piatto che si serve freddo, 1971) firmandole con lo pseudonimo William Redford.
Da Camorra (1972) in poi Squitieri racconta una storia italiana “scomoda”, clandestina, che molti non vorrebbero vedere né ascoltare. Come le organizzazioni criminali all’ombra della politica (L’ambizioso, 1975; Corleone, 1978), il pentitismo (Il pentito, 1985), la droga (La musica nelle vene, 1972; Atto di dolore, 1991, film adottato in tutte le scuole superiori di Francia), il terrorismo (Gli invisibili, 1988; Corsica!, 1990), le “morti bianche” (L’avvocato De Gregorio, 2003), l’immigrazione (Razza selvaggia, 1980; Il colore dell’odio, 1987). Altro percorso tematico caro a Squitieri è quello storico-politico ben rappresentato da film di successo (I guappi, 1973; Il prefetto di ferro, 1977; Claretta, 1984; Russicum, 1990; Stupor Mundi, 1998; Li chiamarono Briganti!, 2000).
Dalla sua ricca filmografia si evince che Pasquale Squitieri è un autore più unico che raro: perfetta conoscenza del linguaggio e dei tempi cinematografici, coraggio nello scegliere e trattare soggetti scottanti, autorialità nell’attraversare generi differenti rispettando sempre le regole dello spettacolo.
(ultima modifica: 22/11/2011)

Sito Web: http://www.pasqualesquitieri.it