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BRAVE RAGAZZE - Ispirato a una storia incredibilmente vera


Esce al cinema la nuova commedia di Michela Andreozzi che con uno sguardo femminile racconta la storia di quattro donne costrette a rapinare banche per risolvere i loro problemi. Nel cast Ambra Angiolini, Ilenia Pastorelli, Serena Rossi, Silvia D'Amico insieme a Luca Argentero, Max Tortora, Stefania Sandrelli e Massimiliano Vado. In sala dal 10 ottobre con Vision distribution


BRAVE RAGAZZE - Ispirato a una storia incredibilmente vera
"Brave Ragazze" di Michela Andreozzi
Quattro ragazze in crisi, agli inizi degli anni 80, decidono di risolvere le proprie esistenze mettendo a segno una rapina in banca. Tre di loro hanno un problema economico e lavorativo, l’ultima ha un problema economico e in famiglia, perché il marito camionista la picchia e la maltratta.

La storia, vera e letta sul giornale dagli autori del soggetto, è ambientata a Gaeta, cittadina a cavallo tra Lazio e Campania, antico porto e sede di un carcere militare. E qui cominciano i primi buchi di sceneggiatura, anzi crateri. Le attrici parlano improbabili dialetti, tra napoletano e romanesco burino, forzati e completamente inutili ai fini della credibilità e dello sviluppo della storia. Inoltre, in una cittadina così, specie nei primi anni 80, si conoscevano tutti e per quanto ci si possa inventare poliziotti inetti o appena arrivati, in ogni commissariato o stazione dei carabinieri c’era qualcuno che conosceva uno ad uno i cittadini, sapendo a memoria i modelli delle auto e dei camion.

Proprio come il camion della rapina che, malgrado venga bloccato dopo un inseguimento da due motocilisti dell’Arma viene ignorato completamente nelle indagini, con nessuno che dice “ma questo non è il furgone de Paco er fruttarolo?” o perlomeno va a leggere il libretto di circolazione… no andati via i cc, distratti dalle quattro “femmine” a bordo, addio camion, il grande commissario Morandi, Gianni Morandi, si concentra sugli identikit, esposti in bella mostra in ufficio. Peccato che le rapinatrici siano completamente a volto coperto e i disegni ritraggano quattro persone con cappello, occhialoni e benda sulla faccia. Identikit di chi???

Guarda il caso, ma in piccole città succede (stavolta sì…), il suddetto bel commissario abita al piano di sopra della povera Anna, colf, rapinatrice e figlia della portiera (appena uscita dall’esame di dizione in accademia) e tra i due scocca la scintilla dell’ammore.

Che fine fanno le indagini sull’omicidio del marito della povera Maria, quella vittima di maltrattamenti, non è dato saperlo.

Quello che sappiamo è che la quarta rapinatrice, Caterina, fuggita intelligentemente all’estero in un momento particolarmente pericoloso, vive a Roma, al Flaminio, dove ormai basta mettere una cabina del “Telephone” rossa e per i nostri cineasti si è subito catapultati nella capitale dell’Inghilterra. U-g-u-a-l-e!

03/10/2019, 18:56

Stefano Amadio