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locandina di "Esuli: Le Guerre"

Esuli: Le Guerre


Regia: Barbara Cupisti
Anno di produzione: 2015
Durata: 70'
Tipologia: documentario
Genere: guerra/sociale
Paese: Italia
Produzione: Clipper Media; in collaborazione con Rai Cinema
Distributore: n.d.
Data di uscita:
Formato di ripresa: HD
Formato di proiezione: DCP, colore
Ufficio Stampa: Reggi & Spizzichino
Titolo originale: Esuli: Le Guerre
Altri titoli: Exhiles: The Wars

Sinossi: Secondo l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), nel 2012 il numero di rifugiati e sfollati interni nel mondo ha raggiunto i livelli più alti degli ultimi 18 anni.
Crisi umanitarie e conflitti hanno generato sei milioni e mezzo di sfollati interni e hanno costretto oltre un milione di persone ad abbandonare il proprio luogo di residenza e a cercare rifugio nei Paesi confinanti. Come risultato di guerre e persecuzioni, una media di circa 23.000 persone ogni giorno sono state obbligate a lasciare la propria casa e a cercare rifugio all’interno o all’esterno del proprio Paese.
Alla fine del 2012 in tutto il mondo vi erano 45,2 milioni di persone tra:
rifugiati (15,4 milioni);
sfollati interni (28,8 milioni);
persone in attesa di una risposta in merito alla loro domanda d’asilo (937.000);
Il 46% di queste persone sono bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni d’età.
Questi numeri ci descrivono un esodo forzato e permanente di centinaia di migliaia di persone che si mettono in cammino e rischiano la vita per evitare la morte, la persecuzione o la miseria che li attenderebbe dove hanno sempre vissuto e lavorato.
Le guerre si confermano come la principale causa alla base della fuga. Il 55% di tutti i rifugiati proviene, infatti, da appena cinque paesi colpiti da conflitti: Afghanistan, Somalia, Iraq, Siria e Sudan.
Il documentario Esuli, le Guerre è dedicato a questi profughi, alle storie di chi è fuggito per mettere in salvo la propria vita e quella dei propri cari. Dai campi profughi, agli insediamenti informali, dai profughi urbani a quelli integrati nelle società che li hanno ospitati, il documentario da grande risalto alle storie di vita, ai ricordi, alle emozioni e alle aspettative dei protagonisti.
I vissuti personali, insieme alle testimonianze di esperti delle Nazioni Unite e alla presentazione di dati e statistiche restituiscono un quadro desolante, con migliaia di persone che vivono ai limiti della sopravvivenza, in condizioni di completo assistenzialismo e di precarietà abitativa, sanitaria, economica, sociale ed educativa.
Il documentario inizia con le immagini e le testimonianze raccolte nel campo profughi più grande al mondo: Dadaab in Kenya, dove i somali sfuggiti alla guerra civile nel proprio Paese vi risiedono da oltre vent’anni. Con una popolazione di 430.000 persone, per la gran parte provenienti dalla Somalia, il campo appare come un’immensa baraccopoli in cui la vita scorre scandita dalla distribuzione degli aiuti umanitari, attentati e scorrerie. Uscire dal campo è estremamente difficoltoso, a causa dell’alto livello di pericolosità della zona e anche per il fatto che la gran parte dei profughi sono sprovvisti di documenti d’identità.
Dall’Africa si passa alla guerra in Siria che ha causato la fuga di oltre due milioni di persone, generando la crisi umanitaria più grave dell’ultimo decennio. Le storie si snodano tra la Giordania e la Turchia: nel campo di Zaatari, a 12 Km dal confine tra Siria e Giordania, che cresce con un ritmo tale da averlo reso la quarta città della Giordania con i suoi 150.000 abitanti e nel campo di Ackakale, uno dei 15 campi profughi allestiti dal Governo turco.
Queste zone sono state visitate pochi mesi dopo l’esplosione dell’emergenza umanitaria causata dal grande numero di profughi che iniziava a fuggire dalla Siria.
Il documentario si conclude con le storie dei profughi palestinesi del 1948. Usciti dal Paese con la convinzione di rientrarvi dopo pochi giorni, si trovano ancora oggi lontani dalla propria terra, con i loro figli e nipoti a cui hanno tramandato lo status di rifugiato. Racconti di umiliazione e rinascita di fronte alle sponde del Mar Morto che per pochi chilometri separa i nostri protagonisti dal proprio Paese, dalle case abbandonate e dai propri cari mai più rivisti.

"Esuli: Le Guerre" è stato sostenuto da:
UNHCR


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