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Il Colore del Vento - Un Viaggio nel Mediterraneo sulle Tracce di Creuza de Mä


Regia: Bruno Bigoni
Anno di produzione: 2010
Durata: 75’
Tipologia: documentario
Genere: sociale
Paese: Italia
Produzione: Minnie Ferrara & Associati; in collaborazione con Lumière & Co.
Distributore: Teodora Film
Data di uscita: 14/04/2011
Formato di proiezione: 35mm, colore
Ufficio Stampa: Barbara Perversi / Catia Donini
Titolo originale: Il Colore del Vento - Un Viaggio nel Mediterraneo sulle Tracce di Creuza de Mä
Altri titoli: The Colour of the Wind

Recensioni di :
- "Il Colore del Vento": i mille volti del mediterraneo

Sinossi: "Il Colore del Vento" racconta il viaggio di una nave mercantile nel Mar Mediterraneo. Marinai che vivono sull’acqua la maggior parte della loro vita, che si perdono nel mare per scoprire donne, uomini e città, per cogliere e raccontare le diverse realtà del Mediterraneo, incrociando popoli e culture, intrecciando passato e presente. Ogni scalo è una città, ogni città una storia.
Funziona come prologo a questo viaggio, la città di Barcellona. Anni fa, in una città affacciata sul mare, il sogno di libertà divenne per qualche mese realtà, portando la speranza di un mondo migliore. Conxa Pérez, 95 anni, ultima sopravvissuta delle “mujeres libres”, racconta quei giorni indimenticabili.
La prima tappa della navigazione è Tangeri dove il mare è speranza di futuro anche per i giovani abitanti, che dalla fine del regime internazionale vedono nella vicina Spagna la possibilità di migliorare la loro vita e realizzare i propri sogni. Il viaggio prosegue verso Bari, dove incontriamo Violeta, un’immigrata albanese che racconta il suo difficile cammino d’integrazione, paradigma degli scogli burocratici e mentali che gli immigrati ancora oggi incontrano dopo essere approdati sulle nostre coste. La navigazione prosegue alla volta di Sousse, città tunisina, dove la cantante Mouna Amari e il musicista Mauro Pagani, con la commistione delle loro sonorità musicali, mirano a rinsaldare il ponte fra oriente e occidente, sempre più pericolante dopo l’11 settembre, per dimostrare che il Mediterraneo è il Mare Nostrum, un mare che dovrebbe unire invece che separare. Da questo sodalizio nasce una versione inedita della canzone Sidun, sull’omonima città libanese martoriata dalla guerra, che rivive nelle immagini di repertorio e nella memoria dei marinai. Lampedusa, altra tappa del viaggio, ne è la riprova. Sulle spiagge della piccola isola, tristemente nota per gli sbarchi clandestini, toccano terra gli immigrati africani e la loro massiccia presenza è per molti abitanti spesso ingombrante. Gli immigrati africani, come un tempo gli albanesi, guardano al mare con timore e speranza, consapevoli del fatto che esso può inghiottirli o restituirli a nuova vita. Il viaggio riprende, passando da Istanbul, per risalire l’Adriatico.
Il mare, custode silenzioso delle guerre di ogni tempo, rinnova la memoria di Ivana, abitante di Dubrovnik, penultima tappa del viaggio, che nelle pagine del suo diario, scritto da bambina durante la guerra civile del 1991 descrive l’arrivo delle navi da guerra e i bombardamenti sulla città. Nei suoi ricordi e in quelli dei suoi concittadini il mare è insieme fonte di pericolo e di salvezza.
La nave infine ritorna a casa gettando l’ancora nel porto di Genova. Questa città, come le altre del viaggio, ha una storia legata al mare da raccontare. Dal mare, infatti, arrivano le donne nigeriane che, costrette a prostituirsi, vedono svanire il loro desiderio di libertà e di riscatto sociale nel dedalo dei “caruggi” genovesi.

Sito Web: http://www.ilcoloredelvento.it

Ambientazione: Genova / Tangeri (Marocco) / Barcellona (Spagna) / Sidone (Libano) / Lampedusa / Dubrovnik (Croazia) / Bari / Scusse (Tunisia)

"" è stato sostenuto da:
Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC): 250.000 euro (Interesse Culturale)
Apulia Film Commission
Genova-Liguria Film Commission
Mediateca Regionale Ligure
Regione Siciliana
Fondazione Fabrizio De André


Note:
Il documentario narra lo spazio storico-culturale del grande mare, filmando luoghi, volti, storie, porti, uomini, donne, bambini, mari e nazioni, raccogliendo tracce di culture, di guerre passate e presenti, di scenari futuri, di possibili immaginari. Con questo viaggio si vogliono ricreare visivamente atmosfere, sonorità, lingue e testimonianze che appartengono al bacino mediterraneo, e raccontare nel contempo la realtà dell’oggi e di come la cultura mediterranea sia soggetta a forze degeneratrici che separano invece di favorire l’incontro e la conoscenza tra popoli e culture diverse. Il viaggio è scandito dalle storie che vivono o sono state vissute sulle coste di questo mare.

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