I viaggi di Roby
locandina di "Lettere dal Deserto (Elogio della Lentezza)"

Cast


Soggetto:
Michela Occhipinti

Sceneggiatura:
Michela Occhipinti
Pau Mirabet (Collaborazione)
Simona Coppini (Collaborazione)

Musiche:
Cristiano Fini

Montaggio:
Antonella Bianco

Fotografia:
Pau Mirabet

Suono:
Vep Culleré
Fabrizio Bacherini
Massimiliano Ionta

Produttore:
Michela Occhipinti

Line Producer:
Roberto Nieddu

Colour Correction:
Pau Mirabet

Lettere dal Deserto (Elogio della Lentezza)


Regia: Michela Occhipinti
Anno di produzione: 2010
Durata: 88' e 55' (TV)
Tipologia: documentario
Genere: antropologico/docufiction/drammatico
Paese: Italia
Produzione: Michela Occhipinti; in collaborazione con Start Studios
Distributore: n.d.
Data di uscita: n.d.
Formato di ripresa: HDV
Post Produzione: Video a cura della D-Vision ed audio della START Studios
Formato di proiezione: DigiBeta e HDCAM, colore
Titolo originale: Lettere dal Deserto (Elogio della Lentezza)
Altri titoli: Letters from the Desert (Eulogy to Slowness) - Lettres du Désert (Éloge de la Lenteur) - Cartas do Deserto (Elogio a Lentidao) - Cartas del Desierto (Elogio a la Lentitud)

Recensioni di :
- [email protected] - Michela Occhipinti e le "Lettere dal Deserto"
- "Lettere dal Deserto (Elogio della Lentezza)": quando la tecnologia cambia i metodi di comunicazione

Sinossi: Il mondo corre. Hari cammina. Le sue scarpe consumate percorrono lunghe distanze nel deserto per recapitare messaggi chiusi in lettere scritte a mano, dalla calligrafia preziosa, da consegnare a destinatari che abitano villaggi sperduti, chiusi in una dimensione temporale dimenticata, fuori dal mondo.
Le lettere parlano di amori, matrimoni, successi e decessi, quelle che portano la morte si riconoscono subito, sono quelle con l’angolo destro tagliato, che Hari legge sull’uscio ad alta voce e poi strappa, perché le brutte notizie vanno distrutte, disperse, cancellate per sempre.
In un mondo in cui il tempo è un lusso, la velocità è sinonimo di efficienza e civiltà, e dove si comunica premendo tasti che riproducono caratteri tutti uguali, la storia di Hari è un’isola cristallizzata nel tempo. Quando l’unico modo per comunicare era un foglio, una penna, l’inchiostro. Quando la gente era ancora in grado di aspettare. Un ritorno alla lentezza, e alla natura, quella inospitale del deserto del Thar. Finché arrivano delle strane torri metalliche, intruse nel paesaggio, a rivoluzionare la vita del piccolo villaggio…

Ambientazione: Deserto del Thar, Rajasthan Occidentale (India)

Periodo delle riprese: Gennaio 2008 - Aprile 2009

Video


Foto