FilmdiPeso - Short Film Festival

FILMMAKER FESTIVAL 36 - Dal 25 novembre al 4 dicembre


Al centro della manifestazione, il cinema documentario di ricerca. Il programma 2016 si articola in nove sezioni.


FILMMAKER FESTIVAL 36 - Dal 25 novembre al 4 dicembre
Al via il prossimo 25 novembre l'edizione 2016 di FILMMAKER INTERNATIONAL FILM FESTIVAL, in programma fino al 4 dicembre a Milano presso lo Spazio Oberdan e lArcobaleno Film Center.

Al centro della manifestazione, come sempre, il cinema documentario e pi in generale di ricerca: unidentit netta e riconoscibile che da quasi quarantanni fa di Filmmaker, allinterno di un panorama nazionale affollato di appuntamenti, un punto di riferimento certo per chi vuole scoprire e sostenere nuovi autori, nuove forme cinematografiche, nuove relazioni con il pubblico. E non un caso che tra i nuovi autori portati per la prima volta allattenzione degli spettatori italiani, figurino nomi diventati col tempo degli autentici classici, da Ulrich Seidl a Frederick Wiseman, da Rithy Panh a Errol Morris.

Nove le sezioni in cui si articola il programma di questanno: Concorso Internazionale, Prospettive, Fuori concorso, Natura selvaggia, Omaggio a Ulrich Seidl, Filmmaker Moderns, Fuori formato, Filmmaker off e Retrospettiva Marie Losier, cui si aggiungono i film di apertura e chiusura, per un totale di 94 titoli, tra anteprime assolute e italiane.

FILM DI APERTURA
Lapertura del festival, venerd 25 novembre (ore 21, Arcobaleno Film Center), affidata a uno dei casi del cinema francese dellultima stagione, "Nocturama" di Bertrand Bonello: scritto ben prima che gli attentati del novembre 2015 insanguinassero Parigi, il film immagina la capitale francese messa a ferro e fuoco da un gruppo di adolescenti. Nessun jihadista: soltanto dei ribelli alla deriva del sistema capitalistico, un mix di giovani delle banlieue e studenti (anche dellalta borghesia), di cui il film registra le azioni concentrandosi sui fatti (lintenzione dei ragazzi far sprofondare Parigi nellincubo colpendola in alcuni dei suoi luoghi simbolo, a cominciare dalla statua di Giovanna dArco), senza concedere spiegazioni n attenuanti.
Accanto a questo ultimo lungometraggio, Filmmaker felice di ospitare Fuori concorso anche lopera pi recente di Bertrand Bonello, "Sarah Winchester Opra Fantme": un film su commissione (diretto su invito dellOpra di Parigi) ma del tutto personale, perfettamente coerente con le danze di spettri che sono la natura stessa dellautore. Protagonisti del film, un regista (interpretato da Reda Kateb) e una danzatrice (l'toile Marie-Agns Giliot), alle prese con le prove di unopera destinata a non andare in scena su Sarah Winchester, giovane americana che aveva sposato lerede dellindustria di armi. Rimasta vedova e persa la figlia appena nata, uccisa da una rara malattia, la donna piano piano impazzisce. E mentre gli affari della famiglia Winchester prosperano in nuove guerre e nuovo sangue, Sarah plagiata dai medium, cui si affida per cercare risposte, inizia a costruire un'enorme casa senza finestre dove accogliere le anime dei defunti. Un progetto folle che la risucchia fino alla morte.

FILM DI CHIUSURA
Rinnovando la tradizione di affidare la chiusura al film di un autore italiano su cui scommettere per il futuro, il festival sceglie questanno LAmatore di Maria Mauti. La storia di un seduttore, un uomo ironico, dalle insolite ossessioni, che un giorno del 1929 compra una cinepresa e da allora non smette pi di filmare e montare la realt che lo circonda: un amatore dell'arte, della vita, delle donne; ma anche un cine-amatore (e i filmati in 16mm sono l a testimoniarlo). Si tratta di Piero Portaluppi, architetto milanese di grande fama durante gli anni del ventennio fascista (ma anche pungente vignettista, come fu, da giovanissimo, sulle pagine di Il Guerrin Meschino), per lungo tempo dimenticato e solo recentemente riscoperto grazie alle cento bobine ritrovate dal nipote in una vecchia cassapanca. Un diario per immagini, accompagnato dalle parole di Antonio Scurati per la voce di Giulia Lazzarini, attraverso cui provare a ricostruire un'epoca, dal primo conflitto mondiale sino al fascismo.

CONCORSO INTERNAZIONALE
Il Concorso Internazionale propone questanno 12 film, senza distinzioni di formato, genere o durata, firmati tanto da giovani autori quanto da nomi di primo piano del panorama cinematografico internazionale.

LItalia rappresentata da "Upwelling" di Pietro Pasquetti e Silvia Jop, Tra i frammenti di una citt ricostruita sopra alle macerie di un disastro, nelleco di una catastrofe che non si mai del tutto consumata, Upwelling, come unonda che nasce dal fondo del mare, porta gli abissi in superficie. In unapparizione continua di personaggi, che si muovono come satelliti di un universo vivo e inaspettato, si raccolgono tentativi di resistenza e di rivitalizzazione che a volte assumono tratti assurdi e surreali. Siamo a Messina, una citt che stata completamente ricostruita in seguito a una delle pi devastanti catastrofi naturali del Novecento. Ed qui che gli autori hanno vissuto per due anni, creando unintima intesa con i suoi abitanti e dando vita a un film che muove i propri passi tra catastrofe e risalita.

Italiana, sebbene il suo film batta bandiera francese, anche Chiara Malta, impegnata da anni in un cinema insolito e inclassificabile, scritto, diretto (e talvolta interpretato) in prima persona: con "L'Existence Selon Gabriel" simmerge alla ricerca di quel tempo perduto che inevitabilmente si smarrisce al momento di diventare adulti. Lo fa con uno stile dal taglio quasi documentaristico, che bilancia gli elementi fantastici e le atmosfere uniche di un film che segna il riscatto della materialit dell'immagine dal dominio del sogno e della fiaba.

Con "Vendredi 13" Nicolas Klotz (presente questanno a Filmmaker anche nella sezione Natura selvaggia) ci porta negli studi di una delle pi note trasmissioni radiofoniche francesi, Very Good Trip (condotta da Michka Assayas, fratello del regista Olivier), allindomani degli attacchi terroristici che insanguinarono Parigi il 13 novembre 2015, alternando le immagini della diretta in studio con quelle girate al 50 di Boulevard Voltaire, uno dei luoghi della strage.

Undici parabole, o vignette come le definisce la regista Deborah Stratman, per raccontare la storia di uno Stato, l'Illinois, e pi in generale quella degli Stati Uniti. The Illinois Parables, un documentario sperimentale che ripercorre eventi, piccole e grandi tragedie che, dalla fine del Settecento a met anni '80 del XX secolo, hanno segnato il Paese: un compendio di storia illustrata (il film infatti composto di acqueforti, dagherrotipi, articoli di giornale, fotografie; e poi ancora frammenti di cinema, murales, graffiti), un diorama che diventa loccasione per riflettere sull'evoluzione delle tecniche di rappresentazione del reale.

Claire Simon torna in concorso per il secondo anno consecutivo con Le Concours, gi vincitore del premio come miglior documentario sul cinema allultima Mostra di Venezia: un film che indaga dallinterno sui meccanismi di selezione che governano lingresso a una delle pi importanti scuole di cinema del mondo, la Fmis di Parigi, nelle cui aule hanno studiato (e talvolta, pi tardi, insegnato) personalit come Louis Malle, Alain Resnais, Theo Angelopoulos, Franois Ozon, Arnaud Desplechin.

Il carteggio pi struggente del 900, quello tra Ingeborg Bachmann e Paul Celan, rivive in The Dreamed Ones di Ruth Beckermann: un film parlato in cui lamore tra i due poeti si specchia nel rapporto tra un attore e unattrice che nello studio di registrazione di Funkhaus, a Vienna, leggono quei testi, conversano, fumano, sembrano corteggiarsi. Forse lepistolario a condizionarli, o forse proprio il sentimento che provano a permettere loro di trovare il giusto respiro per far vibrare quelle parole.

Tra gli autori che pi hanno segnato il cinema degli anni 2000, il cinese Wang Bing (cui Filmmaker dedic nel 2010 la prima retrospettiva in Italia) racconta in Taang la guerra civile che infiamma la regione del Kokang, nel Myanmar, costringendo la popolazione taang, perseguitata dalle milizie birmane, a trovare riparo in Cina. Una vera e propria diaspora, che Wang Bing racconta per cercare di salvarla dalloblio, dando cos alla sofferenza unoccasione di riscatto.

una sorta di diaspora anche quella vissuta dalla famiglia Le, protagonista di A House in Ninh Hoa di Philip Widmann, che attraverso il ritorno a casa di due fratelli vietnamiti cresciuti in Germania ci racconta il passato e il presente di unintera nazione.

Unesperienza sonora, oltre che visiva, senza precedenti quella offerta da Havarie di Philip Scheffner: lo spunto di partenza il salvataggio di un gommone carico di migranti al largo delle coste spagnole, e un breve filmato (meno di 4 minuti), girato da un passeggero della nave da crociera imbattutasi nel gommone in avaria. Scheffner estende la durata del video fino a raggiungere i 90 minuti (il tempo effettivo in cui le imbarcazioni sono state l'una di fronte all'altra) durante i quali, fuori campo, orchestrato un incastro di suoni, voci e intercettazioni, che formano il paesaggio sonoro in cui si sono trovate coinvolte tutte le persone che hanno partecipato all'operazione di salvataggio (naufraghi, soccorritori e passeggeri-spettatori).

La lettone Laila Pakalnina cattura in Waterfall, sullo sfondo della cascata pi grande dEuropa, le immagini di unumanit ossessionata dalla continua ricerca della posa migliore: svelando, con divertita intelligenza e lontano da ogni sospetto di moralismi anti-selfie, che certe pose possono rivelarsi talvolta meno artificiali e comunque pi rivelatrici della naturalezza.

Campione di un cinema di resistenza, autore di un corpus sterminato di opere (alcune centinaia tra corti, lunghi, documentari, film sperimentali, tutte realizzate in modo artigianale e al di fuori dellindustria), Boris Lehman scrive con Funrailles (De lart de mourir) un nuovo definitivo? capitolo della propria auto-cine-biografia, quello legato alla sua dipartita: dalla cerimonia funebre (a met tra il rito ebraico e lhappening) alla bara, dal testamento alla sepoltura.

In Incident Reports il canadese Mike Hoolboom appare alle prese con unamnesia da cui cerca di guarire attraverso una terapia audiovisiva che passa dalla realizzazione di brevi istantanee di un minuto della propria citt, Toronto. Il risultato uninedita sinfonia urbana vista attraverso gli occhi di un flneur sulle tracce di se stesso.

FUORI CONCORSO
Nove le proposte Fuori concorso di questa edizione.

Valeria Bruni Tedeschi racconta nel documentario "Une jeune fille de 90 ans" (diretto insieme a Yann Coridian) la storia damore tra Blanche Moreau, la giovane ragazza di novantanni del titolo, ricoverata presso il reparto geriatrico dellospedale Charles Foix dIvry, e il coreografo di fama internazionale Thierry Thie Niang, che in quella stessa struttura tiene un laboratorio di danza con i pazienti malati di Alzheimer.

Con "Chi mi ha incontrato, non mi ha visto" Bruno Bigoni mette in discussione, attraverso una fotografia inedita, tutto ci che finora pensavamo di sapere su Arthur Rimbaud, costruendo uno strano film, volutamente sfuggente: pi che un documentario, la possibile documentazione di ci che sarebbe stato

Il grande reporter de La Stampa Domenico Quirico, rapito in Siria nel 2013 e liberato dopo 152 giorni di prigionia, al centro di "Ombre dal Fondo" di Paola Piacenza: per la prima volta il giornalista accetta di condividere la sua esperienza sul campo, prima lungo il fronte russo-ucraino, poi nel viaggio di ritorno verso i luoghi della propria prigionia in Siria. Il luogo "dove tutto cominciato e tutto finito. Perch il ritorno non a casa, il ritorno qui".

"Our War" di Benedetta Argentieri, Bruno Chiaravalloti e Claudio Jampaglia documenta per la prima volta la scelta di quei foreign fighters al contrario che hanno deciso di arruolarsi come volontari nelle Unit di Protezione Popolare (YPG) in Rojava, la regione controllata dai curdi nel Nord della Siria. Karim, Joshua e Rafael sono tre di loro: occidentali che lasciano le loro famiglie e la loro sicurezza per andare sul campo a combattere contro l'autoproclamato Stato Islamico. Le loro immagini nel teatro di guerra pi difficile e significativo degli ultimi decenni si intrecciano con la vita quotidiana negli Stati Uniti, in Svezia e in Italia, con il ricordo dei compagni morti e limpegno a sostenere la lotta dei curdi. E con una domanda che ci tocca tutti: per chi combattono?

La Russia, la sua cultura e i suoi conflitti, gli anni Venti e Trenta le avanguardie artistiche perseguitate dal potere. Con "A propos de nos voyages en Russie", Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi ci aprono il prezioso laboratorio della loro creazione: vecchie pellicole, fotografie dellera zarista, della rivoluzione russa e degli anni a seguire, gli acquerelli di Angela Ricci Lucchi, commenti, testi (Cechov, Anna Achmatova, Limonov, Nina Berberova, Tolstoj, Slovskij, Puskin, Mandelstam), fiabe per bambini. Scopriamo cos i materiali che nutriranno il loro prossimo film, ancora in preparazione: una sorta di catalogo e, al tempo stesso, un'opera indipendente, attraverso la quale si rivela l'universo poetico dei due artisti.

un vero e proprio racconto di formazione "Il passo" di Mattia Colombo, Francesco Ferri e Alessandra Locatelli: protagonista Gabriele che decide senza dir niente a nessuno di passare l'estate dei suoi 13 anni in alpeggio, facendo il pastore. Affiancher Claudio, che di anni, a dispetto dei segni che gli rigano il volto, ne ha appena 28. In due dovranno fare il lavoro di dieci: baderanno a un pascolo di pi di cento mucche Le difficolt iniziali di Gabriele pian piano si scioglieranno, lasciando il posto a gesti sempre pi consapevoli e sicuri, e gli guadagneranno la fiducia della montagna e della sua gente.

Abraham e Shagra, gemelli ebrei ortodossi di Brooklyn sono i protagonisti di "Thy Fathers Chair" di Alex Lora e Antonio Tibaldi: avanti con gli anni, hanno passato tutta la vita ad accumulare ogni genere di cose. Quando linquilino del piano di sopra li minaccia di non pagare pi laffitto se non sgombreranno l'abitazione, i due si rivolgono a una ditta di pulizie: per i due fratelli una traumatica invasione che li costringe a ripensarsi al di l di tutti quegli oggetti cui hanno affidato, feticisticamente, i loro ricordi.

Diretto da Giuseppe Piccioni e prodotto dallAccademia Silvio DAmico, "Esercizi elementari" non un backstage della pi importante scuola darte drammatica italiana, ma un racconto che si concentra sul lavoro che sta dietro al mestiere d'attore, tutto giocato sullo scarto minimo tra lerrore e la soluzione, quella che pu permettere di raggiungere una qualche sfuggente esattezza, il giusto suono, l'esattezza di un gesto, che possano permettere, recitando, di trasmettere un'impressione di verit.

A chiudere il programma del Fuori concorso, in stretto dialogo con il film dapertura, "Sarah Winchester Opra Fantme" di Bertrand Bonello.

CONCORSO PROSPETTIVE
Riservato ai lavori pi promettenti dei giovani filmaker italiani, il concorso Prospettive propone dieci film, di cui sette del tutto inediti.

In "Acqua dolce" di Enrico Mazzi un uomo, nellintervallo tra due inondazioni, decide di ricostruire una palafitta in riva a un fiume, e facendolo rinnova una ritualit di gesti e tramanda la mitologia di un luogo selvaggio, che limprevedibilit delle acque ha salvato dalle mire speculative.

Con "Atlante 1783" Maria Giovanna Cicciari studia le cronache depoca del XVIII secolo, conservate nella biblioteca dellUniversit Federico II di Napoli, per ritrovare le tracce del terremoto che nel 1783 sconvolse Messina e la Calabria, mettendole a confronto con il paesaggio attuale.

Una pagina poco nota di storia contemporanea, quella dei militari italiani prigionieri nei campi di lavoro nazisti, al centro di "I compagni sconosciuti" di Lorenzo Apolli, che attinge agli archivi conservati dalla Fondazione Micheletti, tra cui il diario di Paride Piasenti scritto dopo il suo ritorno in Italia, per documentare anche attraverso le fotografie che Vittorio Vialli riusc a scattare nascondendo la sua Leica alle guardie tedesche le condizioni di vita dei detenuti italiani durante i due anni di prigionia trascorsi nel campo.

Sei soggetti, sei diversi modi di vivere e intendere la musica: "Indagine su sei brani di vita rumorosa dispersi in un'estate afosa Raccolti e scomposti in cinque atti", il film di Ilaria Pezone che disegna sei ritratti in fieri dimostrando che, al di l delle dichiarate introversioni, una possibilit di incontro, e forse di scambio, possibile.

"La natura delle cose" la storia dellamicizia tra una filmmaker di 35 anni, Laura Viezzoli, e un filosofo di 70, Angelo Santagostino, che la SLA ha reso immobile. Un uomo spinto a esprimersi da unirrefrenabile urgenza interiore, che grazie a un puntatore oculare d voce a ci che la sua voce si rifiuta di pronunciare. Angelo non un malato, ma un astronauta in missione che esplora i limiti dell'umano, interrogandosi (e interrogando) sul senso del fine vita.

"Lavora come se non dovessi morire mai e prega come se dovessi morire domani": ci che ripete il loro maestro coranico ad Hassan e Pape, i giovani protagonisti di "Le porte del paradiso", il documentario che Guido Nicols Zingari ha girato nella metropoli spirituale di Touba, in Senegal, detta anche la Mecca dell'Africa Occidentale, dove il timore di Dio e lo sforzo quotidiano sono alla base di un vero e proprio servizio militare chiamato jihad dell'anima.

Una religiosit precristiana, fatta di culti e propiziazioni, quella che sopravvive a "Pagani", vicino Pompei. Elisa Flaminia Inno mostra queste antiche tradizioni, tra cui il culto della Madonna delle Galline, e in particolare i riti di una comunit gay di devoti alla Madonna, protagonista degli eventi liturgici pi ortodossi: il matrimonio della Zeza, la Morte di Carnevale e la Figliata dei Femminielli, che rappresentano ogni anno l'archetipo della vita nella tradizione omosessuale locale.

"Parco Lambro" di Giulia Savorani, Francesco Martinazzo, Federico Gariboldi e Martina Taccani una insolita variazione sul genere del documentario naturalistico: al centro il Parco Lambro, stravolto nel 2014 da unalluvione. Un luogo insieme di affezione e trasformazione, teatro di incontri legati alla danza, alla riappropriazione del corpo e ad altre libere espressioni di vitalit.

"Sessions" di Federico Frefel una sorta di conversazione per piano, basso e batteria. Un confronto a tre, filmato per lunghi piani fissi, che si compie attraverso differenti spazi sonori, comunicanti eppure tra loro separati, e dove lo studio di registrazione diventa, da sede di un processo creativo, il luogo dove bilanciare i rapporti personali e musicali.

un paese allantica, Caselle in Pittari, nel Cilento: qui vive Antonio, il protagonista di "Sopra il Fiume" di Vanina Lappa: un paese che sembra vivere in un tempo sospeso, ancorato a rituali pi o meno antichi che il ragazzo segue con partecipato distacco; si confronta con un uomo pi grande di lui, che come lui si chiama Antonio, barista a Caselle e che, da dietro il suo bancone, gode di un punto d'osservazione privilegiato sulle dinamiche del paese. Sognano e allo stesso tempo temono la fuga, entrambi spaventati al pensiero che, andando via, possano perdere tutto quello che sono.

PROSPETTIVE FUORI CONCORSO
Nove le proposte fuori concorso della sezione Prospettive: dialogano a distanza due titoli che affrontano, attraverso il lavoro sui filmini di famiglia, la cognizione del dolore e lelaborazione del lutto, "Alice" di Chiara Leonardi e "Il Matrimonio" di Paola Salerno; "Circus" di Valentina Monti, che attraverso il materiale unico dellarchivio privato ripercorre la saga della famiglia Togni, sinonimo stesso di circo nellimmaginario collettivo; "Colombi" di Luca Ferri, una coppia di innamorati che trascorre insieme un secolo di vita mentre le mode, gli oggetti e i film si susseguono in una lenta e inesorabile discesa verso il raccapriccio; lanimazione "Diario Blu(e)" di Titta Cosetta Raccagni, educazione sentimentale di unadolescente che scopre lamore per unamica di scuola sullo sfondo dellItalia dei primi anni 90; "Dormiente" di Tommaso Donati, la solitudine di due invisibili, Katia e Cumar, che sopravvivono ai margini della societ; "Le Variazioni di Maria" di Amalia Teresa Violi, ritratto di Maria, lanziana madre dellautrice, divisa tra le memorie nitidissime del passato e un presente nebuloso dove tutto si confonde; "Notturno" di Fatima Bianchi, in cui un gruppo di donne cieche si racconta, facendo affiorare il proprio modo di vedere;" Nuova Zita" di Antonio Di Biase, il racconto di una giornata in mezzo al mare pescarese affidato allobiettivo di una Bolex 16mm manovrata accuratamente sul peschereccio che d il nome al progetto.

NATURA SELVAGGIA
Novit di questa edizione, Natura Selvaggia uno spazio di indagine su una tendenza significativa del cinema contemporaneo, sempre pi propenso a cercare per i suoi personaggi possibili vie di fuga esistenziali in luoghi non civilizzati ma tutt'altro che remoti.

Due i titoli in programma "O Ornitolog"o di Joo Pedro Rodrigues, che si diverte a giocare con simbologie religiose e mitologie gay reinterpretando in chiave visionaria e surreale la vita di santAntonio, figura particolarmente cara alla cultura portoghese e patrono di Lisbona, che aveva gi in parte ispirato un precedente lavoro del regista, il cortometraggio "Manh de Santo Antnio"; e "Mata Atlantica" di Nicolas Klotz ed Elisabeth Perceval, che ci immerge nella foresta del titolo, in passato una tra le pi estese di tutto il Sudamerica, di cui oggi non restano che pochi frammenti come il Parque Trianon nel cuore di San Paolo. Qui si trova una statua misteriosa che riproduce il dio Pan, come racconta un affascinante ragazzo alla sua compagna quando la giovane donna scompare, ad essere accusato un africano che sa, perch conosce gli inganni di cui la foresta capace, dove ancora si nascondono forze arcaiche e spiriti antichi.

OMAGGIO A ULRICH SEIDL
Filmmaker saluta questanno il ritorno a Milano di Ulrich Seidl, protagonista di un omaggio che ripercorre dallalfa allomega la sua carriera: dalle due rare opere degli inizi (lesordio Einsvierzig, 1980, subito accusato di Sozialpornographen, e Der Ball, 1982, che gli valse lallontanamento dalla Vienna Film Academy) al suo ultimo lungometraggio, Safari, che mostrando le vacanze africane della classe media austriaca e tedesca offre una riflessione come sempre sconvolgente sui mai sopiti istinti coloniali europei.

FUORI FORMATO
Si inaugura la collaborazione con lAustrian Film Museum di Vienna, tra le maggiori e pi attive filmoteche internazionali, autentico scrigno della produzione cinematografica non solo austriaca e custode, in particolare, della memoria del cinema davanguardia di tutto il mondo, in un arco che va dal cinema sovietico rivoluzionario alla ricca tradizione del New American Cinema e dei suoi successori, passando per il film davanguardia austriaco dalle sue origini al presente. I quattro programmi presentati al festival offrono una piccola veduta su questa parte del lavoro di preservazione del museo, con esempi che provengono dagli Stati Uniti e dallAustria.
Il primo, "For Kurt: Inside Outside Vienna", dedicato al cineasta sperimentale austriaco Kurt Kren (1929-1998), di cui propone una selezione di 6 opere, affiancate da quelle di altri autori viennesi degni compagni del suo genio inquieto (su tutti lo Josef von Sternberg di The Case of Lena Smith).
Il secondo, "Histories", mostra come tutte le immagini e le parole che una societ produce restino in un limbo, pronte a essere utilizzate unaltra volta: come dimostrano Ein drittes Reich di Alfred Kaiser (che riassembla materiali della propaganda nazista in modo tale che quelle immagini e quelle idee si soffochino tra loro) e American Dreams (Lost and Found) di James Benning, che riunendo memorabilia del giocatore di baseball Hank Aaron, estratti di trasmissioni radio e il diario di Arthur Bremer (luomo che spar al candidato alla presidenza George Wallace lasciandolo paralizzato) costruisce una meditazione sul Sogno Americano come un incubo di ottimismo.
Il terzo, "Wienfilm 1896-1976", propone lomonimo film di Ernst Schmidt Jr., un mosaico delle pi significative immagini girate a Vienna tra il 1896 e il 1976.
Il quarto, "From the Notebook of", dedicato infine a Robert Beavers, figura chiave dellunderground americano, ospite a Milano per presentare il suo From the Notebook of (1971-1998), dove la sperimentazione formale e la riflessione su una mente sperimentale come quella di Leonardo da Vinci si fondono in un capolavoro dove passato e presente si corrispondono.
Il progetto sostenuto dal Forum di Cultura Austriaca di Milano

FILMMAKER MODERNS
Nato per festeggiare i 50 anni della pellicola Super8 (compiuti nel 2015), il progetto 14Reels ha consegnato 14 bobine ad altrettanti registi in giro per il mondo. Agli autori stato chiesto di impressionarle descrivendo la propria citt senza vincoli di contenuto n di forma, fatta eccezione per le caratteristiche intrinseche del supporto filmico: una sola bobina muta da 15 metri da girare a 18 fotogrammi al secondo (quindi 3'20 di durata ciascuno), con un montaggio in camera. Secondo questa logica one shot, l'errore (in fase di esposizione prima e in fase di sviluppo della pellicola dopo) regola del gioco e stilema filmico. Questi i registi e i film (le citt) che compongono il progetto: Boris Lehman (#1 Bruxelles), Alina Marazzi (#2 Milano), Massimo Bacigalupo (#3 Genova), Tonino De Bernardi (#4 Torino), Chantal Partamian (#5 Beirut), Mirco Santi (#6 Bologna), Davorin Marc (#7 Ljubljana), Julien Lingelser (#8 Lyon), Joana Preiss (#9 Marseille), Luca Chinaglia (#10 Venezia), Jaap Pieters (#11 Amsterdam), Astrid Carlen-Helmer (#12 Los Angeles), Giulio Tosi (#13 Hamburg), Roberto Nanni (#14 Roma).

Figura in qualche modo paradigmatica del filmmaker contemporaneo, Raffaele Andreassi (1924/2008) ha legato il suo nome soprattutto a un corpus vastissimo di documentari sullarte e gli artisti del secolo scorso, dalla scoperta di Antonio Ligabue ai tre film con De Chirico, passando per Kokocinski, Primo Conti, Hundertwasser, Cesetti, Omiccioli. Filmmaker, in collaborazione con la Cineteca Nazionale, ospita una sorta di riscoperta di uno dei film pi emblematici dellapproccio di Andreassi allarte, quel "Uomini e cose" che, girato nel 1968, indaga lopera di Enrico Baj, uomo libero che sfida il formalismo ufficiale delle memorie e dei canoni. Accanto al film vero e proprio, per la prima volta saranno mostrati i girati successivi e mai montati del 1974, 77 e 84, di cui resta soltanto il negativo, senza sonoro: una sorta di catalogo filmato che restituisce la potenza, la bellezza, la profondit giocosa dellarte di Baj.

"Il Gioco delle Parti" il nuovo film di Fabiana Sargentini (gi autrice nel 2012 di Non lo so ancora, scritto insieme a Morando Morandini). Ventuno figure nude, dettagli di schiene, seni, mani, sessi su un fondo bianco, separati dai volti e confusi tra di loro per raccontare la relazione di ciascuno con il proprio corpo, le sue imperfezioni, le cose di lui che si amano e che si odiano. Ispirato a una perfomance di Spencer Tunick a cui la regista ha partecipato.

Figura carismatica della scena sperimentale, Peter Hutton, nato a Detroit, nel '44, scomparso quest'anno, autore di un cinema poetico, che narra paesaggi naturali o di citt. Filmmaker gli rende omaggio con la proiezione di "Study of a River" (1994/1996), studio sul fiume Hudson, uno dei luoghi prediletti dall'obiettivo del cineasta; il movimento delle barche, lo scorrere dell'acqua, il respiro del tempo e della natura.

Comico, attore, regista, ammiratore di Buster Keaton, di cui rivendica l'eredit come di Chaplin e di Max Linder, Pierre Etaix (1928-2016) stato un protagonista eccentrico del cinema francese. Per ricordarlo Filmmaker propone il suo unico documentario da regista, "Pays de cocagne" (1971): una sorta di reportage sui francesi in vacanza che con umorismo tratteggia il ritratto della societ d'oltralpe dopo il Maggio 68.

Due donne che sembrano ricalcare la stessa vita a distanza di decenni: un incontro segreto, un amante elusivo, un lungo viaggio in macchina... Paolo Ranieri con "Psyco Twice" costringe all'incontro lo Psycho di Hitchcock e quello di Gus Van Sant, generando un nuovo film e una nuova storia.

Chi era David Bowie e quanta influenza ha avuto sul mondo delle immagini? Per cercare una risposta il film pi utile "Ziggy Stardust and the Spiders From Mars" che il grande documentarista D. A. Pennebaker realizz nel 1973 filmando il celebre concerto all'Hammersmith di Londra in cui Bowie si congeda dal suo alter ego Ziggy. Fedele alle regole del cinema diretto, Pennebaker, coglie nella realt gli snodi di un cambiamento epocale nella musica, nel costume e nei modi di rappresentarsi sulla scena sociale.

Francesco Ballo, studioso di Buster Keaton e docente all'Accademia di Brera, un vero cinefilo con la macchina da presa: i suoi "Esperimenti" e "Ghiaccio Rosso" marcano la continuit con l'esperienza dei film visti. Nel produrre le immagini che vorrebbe vedere, l'autore mette a nudo uno dei meccanismi fondamentali della vocazione a fare cinema.

HELLO HAPPINESS IL CINEMA DI MARIE LOSIER
Figura pressoch sconosciuta in Italia, la filmmaker e artista francese (ma newyorkese dadozione) Marie Losier la protagonista della retrospettiva di questanno, che propone per la prima volta in Italia tutta la sua produzione: un unico corpo di opere, la gran parte in pellicola, che spaziano tra la narrativa, il performativo e il ritratto filmico. I film di Losier costruiscono un mondo di protagonisti gioiosi, ispirato in gran parte alle avanguardie artistiche, teatrali e musicali del '900 e capace di attraversare con disinvoltura i confini tra le discipline, le forme e i temi.
La sua incursione nel lungometraggio cinematografico ha portato allacclamato "Ballad of Genesis and Lady Jaye" (2011), che ha aperto la strada ad altri lungometraggi attualmente in produzione.
Tra gli artisti a cui ha dedicato i suoi ritratti sempre estrosi, poetici, onirici e non convenzionali ricordiamo almeno George Kuchar, Guy Maddin, Richard Foreman, Tony Conrad, Alan Vega e Felix Kubin.
Accanto alla retrospettiva dei suoi lavori, Filmmaker ospiter un laboratorio di Marie Losier.

FILMMAKER OFF: VEDOZERO DI ANDREA CACCIA
La sezione Filmmaker Off esplora i confini tra cinema e arte contemporanea con un documentario in forma di installazione firmato da Andrea Caccia, regista gi premiato a Filmmaker per "La vita al tempo della morte" (2010).
"VEDOZERO" riprende il filo del Vedozero originario (realizzato nel 2009) e affida a un gruppo di adolescenti palermitani la responsabilit di girare immagini che raccontino la loro quotidianit. A partire dalle loro storie digitali, caratterizzate da insolite inquadrature verticali, Caccia compone un ritratto appassionante e preciso di un momento della vita dove tutto in costante incerto divenire. L'interrogazione radicale di chi siano gli spettatori ideali del film porta Caccia a concepire un dispositivo di visione non convenzionale che oltre a supportare la narrazione del film propone un'esperienza della visione anomala e affascinante.

19/11/2016, 17:12