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locandina di "What You Gonna Do When the World's on Fire?"

What You Gonna Do When the World's on Fire?


Regia: Roberto Minervini
Anno di produzione: 2018
Durata: 123'
Tipologia: documentario
Genere: sociale
Paese: Italia/Francia/USA
Produzione: Okta Film, Pulpa, Shellac Sud; in collaborazione con Rai Cinema
Distributore: Cineteca di Bologna
Data di uscita: n.d.
Formato di proiezione: DCP, bianco/nero
Ufficio Stampa: Gabriele Barcaro
Vendite Estere: The Match Factory
Titolo originale: What You Gonna Do When the World's on Fire?
Altri titoli: Che Fare Quando il Mondo in Fiamme?

Recensioni di :
- VENEZIA 75 - "What You Gonna Do When the World's on Fire?"

Sinossi: Estate 2017, una serie di brutali uccisioni di giovani afroamericani per mano della polizia scuote gli Stati Uniti. Una comunit nera del Sud americano affronta gli effetti persistenti del passato cercando di sopravvivere in un paese che non dalla parte della sua gente. Intanto le Black Panther organizzano una manifestazione di protesta contro la brutalit della polizia.

Ambientazione: USA

"What You Gonna Do When the World's on Fire?" stato sostenuto da:
Aide Aux Cinmas Du Monde
ARRI International Support Program
Fondo per l'Audivisivo del Friuli Venezia Giulia
Fondo bilaterale per lo sviluppo di coproduzioni di opere cinematografiche italo-francesi
MIBACT
CNC - Centre National Du Cinema et de Limage Animee
Institut Francais


Note:
I FATTI ACCERTATI

Baton Rouge, Louisiana, 5 luglio 2016
Alton Sterling, un nero di trentasette anni conosciuto in zona come CD Man, viene colpito pi volte a distanza ravvicinata con unarma da fuoco da due agenti bianchi del dipartimento di polizia di Baton Rouge che lo tengono fermo a terra. Gli agenti sono intervenuti in seguito a una segnalazione anonima secondo la quale un
venditore di CD in maglietta rossa minacciava con una pistola un senzatetto fuori da un minimarket (in seguito stato accertato che era stato proprio il senzatetto a telefonare al 911). Il proprietario dellesercizio davanti al quale si svolta la sparatoria, Abdullah Muflahi, chiarir poi come Sterling da qualche giorno andasse
in giro con una pistola, perch negli ultimi tempi altri venditori di CD erano stati
derubati. Gli agenti di polizia coinvolti nella sparatoria sono Howie Lake II e Blane Salamoni. Lake, in servizio da tre anni, aveva gi al suo attivo luccisione di un afroamericano. Inoltre, Salamoni e Lake erano stati entrambi indagati dal loro dipartimento per uso eccessivo della forza e scagionati. Luccisione stata filmata da vari passanti e ha portato a una sollevazione a livello nazionale.

Falcon Heights, Minnesota, 6 luglio 2016
Mercoled 6 luglio 2016, muore Philando Castile, freddato da un poliziotto mentre seduto sul posto di guida della sua macchina. Insieme a lui ci sono la fidanzata, che filma tutto con il telefonino, e la figlia di quattro anni.

Dallas, Texas, 7 luglio 2016
Gioved 7 luglio 2016, un ragazzo nero di nome Micah Xavier Johnson uccide cinque poliziotti a Dallas per vendicare lomicidio di Castile.

Baton Rouge, Louisiana, 9 luglio 2016:
A seguito delluccisione di Alton Sterling per mano della polizia, centinaia di manifestanti marciano sul Campidoglio di Baton Rouge. Nonostante latteggiamento perlopi pacifico dei dimostranti, che gridano Senza giustizia niente pace!, la polizia, in pieno assetto antisommossa e pronta ad attaccare, sottopone a brutale fermo un centinaio di persone, tra cui un attivista di punta del movimento Black Lives Matter.

Baton Rouge, Louisiana, 17 luglio 2016:
Gavin Eugene Long spara a sei agenti di polizia di Baton Rouge, uccidendone tre. Durante lo scontro a fuoco con la polizia accorsa sul posto, Long, affiliato a organizzazioni collegate al separatismo nero, viene ucciso da un agente delle SWAT (Special Weapons And Tactics). La polizia arresta e interroga due altri sospettati, ma viene confermato che Long la sola persona che ha preso parte alla sparatoria.

I NUMERI
Gli afroamericani ammontano a 40 milioni (pari al 12% della popolazione USA): 10 milioni vive ben al di sotto della soglia di povert, 4 milioni sono ufficialmente disoccupati e 1 milione marcisce in carcere. Nel 2016, la polizia ha ucciso 39 suspicious unarmed blacks, neri disarmati, freddati sulla base di un vago sospetto. Nel solo primo quadrimestre del 2018 i neri giustiziati dalla polizia sono stati 69. Ogni anno, di media, il 32% circa delle vittime delle forze dellordine nero (dato reso ancor pi allarmante dal fatto che, come detto in precedenza, gli afroamericani ammontano al 12% della popolazione).

IL CONTESTO RAZZIALE
Per capire perch il razzismo ancora cos vivo negli Stati Uniti di oggi, importante ricordare che loppressione razziale dei neri dAmerica stata un fatto istituzionalizzato e sistemico lungo tutto larco della storia americana. Se si guarda alla cronologia delloppressione razziale dei neri, si nota che circa l80 per cento dei quattro secoli di storia americana si retto sulla schiavit e sulla segregazione legalizzata.
Un tratto essenziale del razzismo sistemico che gli individui, i gruppi e le istituzioni lo hanno riprodotto socialmente per generazioni. La maggior parte della societ bianca americana tende a credere che la diseguaglianza razziale rifletta differenze reali: i bianchi avrebbero unetica del lavoro pi alta, unintelligenza superiore e altre doti che li rendono degni di merito. Ricerche sociologiche concordano chiaramente sul fatto che la diseguaglianza attuale tra bianchi e neri la conseguenza diretta delle ricchezze e dei privilegi sociali (denaro, terre, propriet immobiliari, capitale, ecc.) che i bianchi hanno ingiustamente ereditato dalle generazioni passate, le quali sfruttarono il sistema della schiavit e la palese oppressione razziale proseguita fino alla fine degli anni Sessanta.
Le conseguenze del pregiudizio e dellingiustizia razziale si fanno sentire ancora oggi, a ottantanni di distanza. Ecco alcuni dati drammaticamente significativi:
Rispetto al 1967, il divario di reddito fra bianchi e neri negli Stati Uniti aumentato del 40 per cento.
Negli Stati Uniti di oggi, la disparit nella distribuzione della ricchezza fra bianchi e neri maggiore di quella del Sudafrica durante lapartheid.
Negli Stati Uniti un maschio nero ha unaspettativa di vita pi bassa di cinque anni rispetto a un maschio bianco.
La United States Sentencing Commission ha osservato che, a parit di delitto, i neri sono condannati a pene pi lunghe di un quinto rispetto ai bianchi.
In Louisiana, uno studio ha dimostrato che un imputato ha il 97 per cento di probabilit in pi di essere condannato alla pena capitale se uccide un bianco piuttosto che un nero.
La percentuale di popolazione nera detenuta in carcere negli Stati Uniti supera quella raggiunta in Sudafrica sotto lapartheid. Pur essendo solo il 30 per cento della popolazione, i neri costituiscono il 60 per cento delle persone detenute.
Gli afroamericani uccisi dalla polizia, per infrazioni talvolta minori, sono in media due a settimana; secondo stime al ribasso eseguite da recenti studi, una frequenza tre volte maggiore rispetto agli omicidi di bianchi.
Nel 2008 molti cittadini americani avevano sperato che con lelezione di Barack Obama alla presidenza, il razzismo negli Stati Uniti tramontasse per sempre. A posteriori, sembra che il risultato sia stato esattamente lopposto: la vittoria di
Obama ha provocato una recrudescenza del razzismo. I suoi oppositori al Congresso lhanno apertamente insultato (che abbiano messo in dubbio lautenticit del suo certificato di nascita solo un esempio del razzismo brutale di cui stato vittima il primo presidente nero degli Stati Uniti). Con il passare del tempo, le ostilit ai danni di Obama sono cresciute vertiginosamente, insieme alle dichiarazioni razziste di politici e cittadini.
Ma il razzismo in America va ben oltre le semplici parole. Le morti recenti di Eric Garner e di Michael Brown hanno messo in luce una tendenza inquietante: le violenze esplicite che le forze dellordine perpetrano ai danni degli afroamericani ricordano il clima della prima met del Novecento. Questi fatti hanno spaccato lopinione pubblica e reso necessaria una discussione nazionale sui problemi posti dalla razza. Isabel Wilkerson, premio Pulitzer, ex inviata sul territorio nazionale e reporter del New York
Times, scrive: Dopo questi casi, i genitori neri si trovano di nuovo nella condizione di dover salvaguardare se stessi e i propri figli dalla violenza che subiscono in proporzioni inaudite per mano delle autorit che avrebbero il compito di proteggerli. Si ritrovano a recitare di nuovo lo stesso discorso che i loro antenati facevano ai figli nel vecchio Sud: bisogna rispondere Sissignore e No, signore, e stare attenti a come ci si comporta con la casta superiore e con la polizia.
(Isabel Wilkerson, When Will the North Face Its Racism, in The New
York Times, 10 gennaio 2015)
Wilkerson crede che esista un problema nazionale e che tutto il paese debba impegnarsi a risolverlo. Dalle colonne del New York Times Nicholas Kristof sostiene che: La sola cosa su cui essere daccordo che le divisioni razziali sono pi vive che mai. Quindi, prendiamo esempio dal Sudafrica e formiamo una Commissione per la Verit e la Riconciliazione che esamini la questione
della razza in America. (Nicholas Kristof, When Whites Just Dont Get It, V parte, The New York Times, 29 November 2014)
Questi episodi sottolineano le sfide di oggi. Il razzismo un problema scottante, non solo in America ma anche in Europa.


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